Perché don Lorenzo Milani?

Ha saputo leggere e interpretare nel contesto del secondo dopoguerra italiano i comportamenti civili e religiosi dei ragazzi che incontrava: si è schierato dalla loro parte per imparare e comprendere cosa vivevano, da quali problemi erano coinvolti, di cosa avevano bisogno per crescere come cittadini e credenti, per aiutarli a divenire adulti consapevoli e capaci di scelte libere. Non ha fatto della sua cultura un piedistallo per emergere, non un muro per differenziarsi, ma uno sgabello per chinarsi e restituire a chi restava incolpevolmente indietro, la capacità di capire e comunicare perché tutti (soprattutto poveri ed esclusi) potessero partecipare da uomini liberi ad una società democratica che chiedeva a tutti il diritto dovere di esprimersi.

Perché un Tavolo Educativo per adulti? E non un progetto per ragazzi? E per quale educazione?

Perché oggi abbiamo bisogno noi adulti di ricomprendere cosa sia educazione. I ragazzi sono speso oggetto di commenti, statistiche, attività di prevenzione,… ma siamo noi adulti a educarli, noi per primi possiamo essere ostacolo od opportunità per la loro crescita. Ripartiamo non dalle tante e controverse risposte ma dalle domande belle, profonde e sempre aperte che la vita pone a tutti, e che richiedono di compiere cammini anche rischiosi, inesplorati e avventurosi. Ripartiamo da uno sguardo d’insieme in cui tutti siamo coinvolti, allo stesso tavolo pur con ruoli e competenze diverse contro frammentazioni e iper-settorializzazioni che ci allontanano gli uni dagli altri. Ripartiamo non da problemi da risolvere o prevenire, non ci sono ragazzi da “aggiustare”, ma desideri da coltivare e sogni da costruire. Ripartiamo dal coinvolgerci insieme ai nostri ragazzi nella costruzione di una visione condivisa di comunità da abitare insieme.