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	<title>Madonna di Strada &#8211; Bereshit</title>
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	<title>Madonna di Strada &#8211; Bereshit</title>
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		<title>Storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Associazione Bereshit]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 11:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da oltre mille anni il Santuario accoglie fedeli, pellegrini e visitatori e quanti cercano un momento di ristoro e di affidamento.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al <strong>12 gennaio 981</strong> risale la più antica menzione dell’ecclesiam que vocatur Marcadello (‘piccolo mercato’) riferita al luogo del guado sul torrente Colvera, in un atto di donazione dell’imperatore Ottone II di Sassonia al patriarca di Aquileia.<br />
Nel <strong>1357</strong> Giovanni Malagrini di Fanna chiede il permesso al Vescovo per costruire una chiesa “ob reverentiam Dei et gloriose Virginis Mariae et S.ti Stephani in remissionem suorum peccatorum”.<br />
Nel <strong>1493</strong> Pietro Edo detto “Capretto” scrive un libello sul luogo presso Fanna nel quale avverrebbero presunte guarigioni e segni prodigiosi.<br />
Nel <strong>1642</strong> il pievano di S. Remigio, Domenico Segalla, ricostruisce Madonna della Strada nella stessa forma della Santa Casa della Madonna di Loreto, commissionando anche una statua della Madonna (conservata attualmente al museo diocesano).<br />
Nel <strong>1757</strong> il Doge di Venezia Francesco Loredan stabilisce definitivamente il possesso del santuario alla parrocchia di Fanna.<br />
Nel <strong>1761</strong> il Corner cita nel suo libro l’immagine di Maria Vergine Santissima della Strada in Cavasso: “poiché i frequenti e cospicui miracoli ivi operati da un’immagine di Nostra Signora conciliarono lustro al sacro luogo”.<br />
Infine nel <strong>1886-89</strong> avviene il rifacimento della chiesa nella versione attualmente visibile, in stile neoclassico, mentre il muro di cinta risale al <strong>1901</strong>.</p>
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		<title>Ospitalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Associazione Bereshit]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 11:52:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È una struttura a disposizione di quanti intendono, all’ombra del Santuario e sotto la protezione di Madonna di strada, camminare nelle vie del Signore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc-hoverbox-block vc-hoverbox-back">
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<p>Accanto al Santuario da sempre esisteva una casetta per il custode.</p>
<p>Nel 1961 è stata demolita e ampliata.</p>
<p>Era destinata al Custode e al Rettore, ma si pensava allo sviluppo di tante altre attività: “congressi, convegni, ritiri spirituali che si svolgeranno al Santuario, sempre più un centro di spiritualità per la nostra zona”, scriveva don Nicolò del Toso nell’opuscolo del 1966 quando fu inaugurata la Nuova Casa e il Mosaico che la arricchisce.</p>
<p>È una struttura a disposizione di quanti intendono, all’ombra del Santuario e sotto la protezione di Madonna di strada, camminare nelle vie del Signore.</p>
<p>Negli anni novanta l’ambiente circostante al Santuario e alla casa accoglienza è stato arricchito con un bel parco aperto a chiunque abbia voglia di passare qualche ora di ristoro in mezzo alla natura.</p>
<p><strong>OSPITALITÀ </strong><strong>PER GRUPPI E PELLEGRINAGGI</strong></p>
<p>scrivere a <a href="mailto:madonnadistrada@bereshit.it"><strong>madonnadistrada@bereshit.it</strong></a></p>
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</div>
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		<title>Arte</title>
		<link>https://www.bereshit.it/services/arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Associazione Bereshit]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 11:45:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L'immagine di Maria del Pilacorte, venerata ora Madonna di Strada, la rappresenta con in braccio il bambino Gesù che tiene in mano una pergamena aperta con la citazione “Ego sum via”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’edificio è stato ricostruito più volte lungo i secoli, in seguito a guerre e terremoti. L’attuale presbiterio risale al <strong>1357</strong>; la sacrestia e il campanile al 1730 circa; l’attuale chiesa al 1886; le campane al 1926.<br />
L’immagine venerata della <strong>Madonna di Strada</strong> (bassorilievo in pietra) è attribuita a Giovanni Antonio <strong>Pilacorte</strong> (tra fine ‘400 e inizi ‘500). Maria tiene il bambino in braccio, con mani forti e sicure; il piccolo nella mano tiene un cartiglio dove sta scritto: Io sono la via.<br />
Madonna di Loreto, Gianbattista Ghirlanduzzi (o bottega), sec XVII (attualmente presso museo diocesano).<br />
<strong>Annunciazione</strong>, affresco sulla parete di fondo dell’abside, fine ‘700. Incoronazione della vergine, grande pala appesa in navata, fine ‘700, dono di Franco Girolami (2005).<br />
Soffitto: <strong>Incoronazione della Vergine e quattro immagini di santi</strong> (S. Domenico, S. Giovanni della Croce, S. Luigi Gonzaga, S. Giovanni Bosco), affreschi di Vittorio Cadel di Fanna (1914).<br />
Lunetta sopra l’abside, <strong>Annunciazione</strong> (1932)<br />
Sempre del Cadel la poesia dedicata al santuario “Biela Glesiuta”.<br />
Sulla parete della casa accoglienza, mosaico dedicato agli emigranti raffigurante la<strong> Fuga in Egitto</strong> ispirato all’affresco del Beato Angelico (1966). Sullo sfondo il monte Raut e il santuario di Madonna di Strada e l’iscrizione “Migrantes protege Sancta Maria” (bozzetto di G.M. Cadel, eseguito da Valentino Cristofoli).</p>
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