Perchè questo percorso?

I care”. Mi appassiona, mi sta a cuore. Era il motto che don Lorenzo Milani aveva fatto scrivere sulla porta della sua scuola. È una passione che lo ha animato e che ha acceso tante altre persone, anche me.

Questo percorso infatti nasce da un moto del cuore più che da un ragionamento, dal riconoscimento, condiviso in un’amicizia, della dedizione con la quale don Lorenzo ha speso la sua vita in un posto sperduto a servizio della crescita umana, civile e religiosa delle poche decine di ragazzi che popolavano Barbiana e dintorni. Chi ha avuto la possibilità di sostare qualche minuto davanti alla tomba di Milani (di Eda Pelegatti e della madre Giulia che lo avevano seguito) a Barbiana, sa di cosa sto parlando.

Una dedizione che non va dimenticata e che mi sembra quanto mai necessaria oggi, soprattutto tra adulti: non a caso don Milani ha fatto pensare credenti e non credenti di quella generazione. Lo ha fatto col suo carattere e con modalità legate indissolubilmente a quel contesto specifico e quindi non imitabili (come lui stesso riconosceva). Ciò che mi interessa invece è riprendere e rilanciare il filo di quella passione che ha coniugato educazione dei giovani e sguardo critico sulla società di allora.

Educazione e comunità sono i due volti della stessa medaglia che ho cercato di rappresentare attraverso il percorso proposto e che interpellano entrambe un mondo adulto frammentato e molto disorientato.
Credo che non esista educazione che non abbia un modello di comunità come riferimento, perché educare è accompagnare ad un certo modo di vivere insieme da adulti. Altrimenti scade in un galateo di cui i ragazzi non hanno bisogno e che rigettano annoiati. L’educazione non è solo rispetto, utile per non disturbarsi troppo. L’idea che per stare bene basta essere liberi di fare quello che si vuole e non disturbarsi troppo, non è sufficiente.

La posta in gioco è grande e importante e richiede che tutti ci riappropriamo di una domanda su come immaginiamo di vivere insieme. Una comunità in cui le persone coesistono in modo pacifico è un sogno che non cade dall’alto, richiede investimento, dedizione, disponibilità a perdere tempo nelle relazioni e nelle mediazioni necessarie. Senza comunità, perdono tutti.

Nessuno cresce da solo, se curiamo le relazioni, le relazioni ci cureranno. È vero umanamente, è vero spiritualmente. Se il percorso del Tavolo Educativo servirà a richiamare lo spirito con cui don Milani è vissuto e rilanciarci nelle nostre sfide, quelle che ci toccano oggi, sarà stato un buon percorso!

Don Dario Donei

Presentazione del triennio

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