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Auguri di Buon Natale!

«perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,7)
«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo» (Lc 2,10)

Il Natale ci conduce e ci immerge nel mistero del contrasto tra un Bene preparato e offerto a tutti che contemporaneamente non viene riconosciuto e non trova spazio. La nostra fede cristiana è in un grande tempo di trasformazione: ci sembra di essere più poveri, meno efficaci, meno appetibili, inutili, incapaci di comunicare la nostra fede, a volte di non saperla nemmeno condividere all’interno delle nostre stesse comunità. L’esperienza della pandemia sembra accelerare processi di fuga e distanziamento dalle nostre comunità e celebrazioni, come se la fede fosse qualcosa in più e nell’emergenza di questo periodo ci fosse ancora meno tempo da dedicare. “Non c’è posto, non ho tempo, ho altro a cui pensare”. Una fede che “non trova alloggio” proprio come ricorderemo nel Vangelo di questa notte. E così anche una parte di noi si sente estromessa, non vista, non riconosciuta, perché la chiesa è un corpo vivo, unito al Signore Gesù e alle vicende storiche che toccano oggi tutta l’umanità.

Una chiesa sta morendo: muore la chiesa che siamo abituati a ricordare e che abbiamo vissuto da bambini, muoiono con essa ricordi e possibilità di bene vissuti con semplicità e in fondo accessibili a tutti, muore con essa una certa rilevanza sociale della fede. Ma nel Natale questa stessa chiesa è chiamata a rinascere, di nuovo, a riscoprire la forza di un Bene che continua ad essere preparato da Dio in modo umile, silenzioso e invisibile “per tutti” perché molti, sempre di più, avranno bisogno non tanto di aderire formalmente ad una chiesa e alle sue attività, ma di vivere liturgie esistenziali nelle strade dei loro smarrimenti, di incrociare occhi che brillino di speranza autentica e che trasmettano fiducia e calore, mani che sappiano rialzare cuori caduti e frammentati. La chiesa rinasce per strada, la strada dei margini, di ciò che non è rilevante, negli interstizi di un mondo che corre affannato e che perde l’essenziale. L’essenziale nel Vangelo non è qualcosa per pochi eletti, è sempre “per tutti”, e per questo parte dal cuore di ciascuno, da come facciamo chiesa con chi incontriamo: “C’è posto per te nel mio alloggio”.

don Dario Donei

Appello per i rifugiati afghani in Turchia

«Padre Nostro che sei nei cieli» don Federico Zanetti
«Sia santificato il tuo nome»  don Federico Zanetti
«Venga il tuo regno»  don Dario Donei